Le statistiche del silenzio mi dicono che tacere fa bene ai pensieri a volte.
Ho taciuto e ho pensato.
E poi, presa dalla sollecitudine del senno di poi,
ho fermamente convinto me stessa che posso giocare solo con le parole,
che non si deve continuare a percorrere la strada del prendo per il culo me che così ci cascano pure gli altri.
Volta la carta e volta la facciata.
Mi sono ritrovata un amore per le mani,
felice detto sottovoce,
e non so quanto durerà.
Non so se farò le valigie del terrore.
No, non credo.
Non so se merito, non so se devo.
Non so se il cosìcicascanopureglialtri ho voglia di lasciarlo.
Insomma, come si fa a voltare pagina da se stessi?
comincia a non porti tutti questi “non so”,
a dire piuttosto “so…”
che poi a cascarci ci pensiamo noi…
Già, ma cosa so?
Ok, faccio una ricapitolazione mentale.
Magari salto le note a margine..
Ma ce n’è davvero bisogno? Oggi ho parlato di destino… Tu cosa ne pensi ti aspetto di là…
Secondo me devi solo vivere… senza pensaci troppo.
Scoprirai che è bellissimo!
E oggi, come stai?
Grazie Martina,
sono cose che si sanno, ma che non si fanno.
Io penso troppo, e faccio poco.
@Fabioletterario
Sto bene, grazie. Volto pagine..
Forse ci poniamo il problema dal punto di vista sbagliato. Invece di chiudere e abbandonare il passato, dovremmo costruirci sopra. Va bene che è difficile fare delle buone fondamenta se il terreno non è solido, ma è l’unico terreno che conosci e sai quali sono i suoi limiti e sai quali sono le qualità.
Invece di bruciare e spostarci in continuazione si potrebbe provare le colture a rotazione. Lasciare riposare una zona dei ricordi per un po’, coltivarne un’altra. Prendere il meglio.
Finchè il terreno smetterà di essere arido.
Mario l.