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Archive for 18 luglio 2006

Un paio di giorni fa ripensavo alle mie vacanze familiari, quelle di quando ero piccola per intenderci.

Ricordo che era tutto un fervore il giorno prima: mia madre era nervosissima (come al solito) e mio padre faceva finta di ascoltarla (come al solito).

Era tutto un "ciabattare" per la casa e un grondare di fronti lucide (era luglio di solito).

E poi c’ero io, davvero piccina, incuriosita da tutto quell’affannarsi che ritenevo assolutamente inutile (tanto mamma le valige le faceva anche per me) e poi davvero non capivo perchè mia madre dovesse portarsi sempre dietro la piantona di basilico: in fondo non partivamo mica per la Scozia (dove si sa, il basilico non è d’uso e costume), partivamo per il mare piuttosto, sempre in Calabria, dove il basilico i contadini te lo regalano se vai a comprare i pomodori..

Comunque..caricava, o meglio, FACEVA CARICARE sulla macchina davvero di tutto: aspirapolvere (la "folletto" quella verde lunga lunga) , enorme vaso di basilico (appunto), ciabatte, ciabattine e ciabattone per il mare (ma perchè diavolo non lasciasse i doppioni al mare nessuno l’ha mai capito), valigetta medicine, due valigione e una valigina, viveri ( !!sì!! anche quelli) e..noi figlie.

La mattina della partenza era un dramma: mia madre si svegliava prestissimo, un po’ per l’ansia della partenza, un po’ perchè la sua teoria era la "partenza intelligente" per non soffrire il caldo del mezzodì sull’autostrada.

Mio padre si svegliava sì presto, ma perdeva tempo (secondo lei), ed eccolo giù in cortile alle 10 di mattina a caricare tutta quella roba (di cui sopra accennavo) sulla macchina.

Proprio sulla macchina: sul tettuccio portabagagli intendo, affannandosi come non pochi perchè proprio non gli riusciva di legare i pacchi ben saldi con quelle corde a elastico con i ganci d’acciaio (qualcuno di voi se le ricorda?).. E mia madre che brontolava perchè si faceva sempre più tardi ( e il sole era sempre più in alto)..e lui non si spicciava, "in fondo non è così difficile!"..e lui "ma vieni a farlo te se sei tanto brava"..e lei "ma io ho fatto le valige ed è tutta la mattina che lavoro!"..  lui : "Appunto, troppo lavoro, troppe valige da caricare!".. .. "ma chi me l’ha fatto fare!!" (questo borbottato da entrambi e riferito alla vita matrimoniale in generale).. e così via.

Che bello eh?

Ah, dimenticavo, mi sa che non vi ho detto quale macchina assisteva inerme sotto il sole a tutto questo: noi figlie la chiamavamo "testa rossa" (perchè era rossa fiammante), ed è vissuta più di 16 anni. Ho pianto quando mia madre l’ha portata a rottamare perchè ha deciso che non serviva più alla causa ( insieme al suo matrimonio, ma quella è un’altra storia).

Non avete capito vero?

Era una Fiat 126, la nostra 126.

Ebbene sì, facevamo un viaggio in autostrada, stracarichi, sotto il sole di mezzogiorno (sì, perchè alla fine prima delle undici non si partiva), per più di un’ora e mezzo di viaggio. E non perchè la distanza fosse chissà che (in realtà ci si mette 45 minuti ), ma perchè lei, piccina, di più non poteva proprio fare.

Tutte le altre macchine ci sorpassavano sbeffeggianti, e lei non si offendeva: piano piano, con un continuo "rruuu" nelle orecchie e le ossa che scesi di lì ancora tremolavano (e sì, sopra gli 80km/h ballava tutta) arrivavamo a destinazione, pensando già con evidente preoccupazione al viaggio di ritorno. Testa_rossa_1

Ce l’avrebbe fatta?

E noi?

 

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