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Archive for the ‘broken’ Category

Quanto tempo impieghiamo a capire che ci sono angoli, spigoli dell’esistenza non smussabili?

E quanto tempo ci è necessario per accettarlo?

Forse è più il tempo trascorso a negare l’evidenza, con astuzia e sotterfugi incredibili, pur di non vedere, di non ascoltare. 

Di fasciarci il cuore insomma.

Per attutire i graffi di quegli spigoli di cui  tanto neghiamo l’esistenza.

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Non sono ancora arrivata a trascinare anch’io una coperta palesemente in giro..

..ma di oggetti transizionali ne ho collezionati un bel po’.

Solo che li nascondo.

Ecco.

Sniff.

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Sommariamente ordunque raccolgo pezzettini in qua e in là.

Ricordo tempi migliori e peggiori.

Tutto sommato si stava meglio quando si stava meglio.

La confusione non mi si addice, ma ohimè, mi segue fitto fitto.

Perciò, tra un calzino e uno slalom di vita, guardo le mie scarpe.

Orrida espressione “appenderle ad un chiodo”.. mai e poi mai, penso, le appenderei al chiodo. Con quello che mi sono costate..tzè.

Ed ecco spuntare un foglio burocrate: mi ricorda che sono ancora iscritta all’università.

Bene. Evito di guardarlo.

Come tutto il resto, del resto.

Evito e basta.

sob.

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Preso il tempo necessario,

ascoltati tutti i cambiamenti fuori e dentro di me,

ho deciso di essere avida con me stessa e di pretendere.

Di più e di meglio.

Mi spingo a forza giù dal letto in questi giorni,

mi spingo giù a forza, tanta tanta forza.

Stringo i denti, pensando che posso farcela se voglio.

La determinazione di ripetermi che non voglio veder crescere le piante,

appassire i muri, il tempo che sgretola e consuma,

senza farne parte, senza impazzire dietro al meccanismo per trovare la soluzione,

la via d’uscita.

Tutto là fuori corre e si dispera, in cerca di un posto, in cerca di una vita.

Ed io più corro, più mi dispero, più vado a fondo

e resto lì dove mi ero trovata all’inizio.

Sempre lì.

Allora, non corro, non mi dispero,

ma vado.

Forse sono fatta per camminare e basta,

seguire la mia strada,

senza devastare il mio tempo.

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Mother

Mother do you think she’s good enough for me
Mother do you think she’s dangerous to me
Mother will she tear your little boy apart
Oo-ah, Mother will she break my heart

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.

 

Nachos in salsa piccante e Corona, per gradire, sale e lime, come piace a me.

Finalmente la mia casa è vuota, è silenziosa, è accogliente, come solo la solitudine scelta sa essere.

Il tempo non fa miracoli e non concede: lunedì scendo all’inferno, un giro lungo, corsa pagata.

Non sono mai ottimista:  vedo i segni delle cose che cambiano, le cose che rotolano e gli affetti che scivolano

Ed io che corro dietro a tutto.

Ogni volta è un segno in più,  un solco in più , il viso che si indurisce, la consapevolezza di cosa sono stata,

 e non mi piace cosa sono stata. E non mi piace cosa ho perso.

So bene qual è il mio ruolo sul palco, ma dentro, dentro è diverso.

Dentro c’è rabbia, attesa e chissà cos’altro.

Stasera non è possibile andare più in là, non vedo nulla.

Tempo al tempo, allora.

E sia.

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e va bene.

allora sono un po’ inquieta in questi giorni.

Ma posso sempre fare riferimento alla vera inquietudine.

Sto meglio.

Decisamente.

Entrate pure, é aperto..

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