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Archive for the ‘Fili’ Category

Quanto tempo impieghiamo a capire che ci sono angoli, spigoli dell’esistenza non smussabili?

E quanto tempo ci è necessario per accettarlo?

Forse è più il tempo trascorso a negare l’evidenza, con astuzia e sotterfugi incredibili, pur di non vedere, di non ascoltare. 

Di fasciarci il cuore insomma.

Per attutire i graffi di quegli spigoli di cui  tanto neghiamo l’esistenza.

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Penso spesso di avere più colpe che vizi,

e più vizi che virtù,

ma ho solo la memoria corta.

Ogni tanto guardo indietro le pieghe lasciate sul divano, come fossero orme, come se testimoniassero un passaggio che non c’è.

Rifletto e basta, non ne vengo a capo.

Ma so che qualcosa è cambiato finalmente.

Devo solo imparare a godere dei risultati, perchè non mi accontento mai.

Eppure la fatica è tanta.

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sospesi

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sospesa

Agguanta tutto di me,

più in fretta che puoi.

E questa volta vedi di affondare bene,

ché lasci sempre tutto a metà.

Mi lasci lì a penzolare, come un dente marcio che non si decide.

Ed io invece sono decisa stavolta.

O dentro o fuori.

Capiscimi ti prego.

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Impellenza e desiderio indefinito.

Volerci essere a tutti i costi e sentirsi parte di un tutto.

Non è banale e non è semplice.

Donna di sguardi e di respiri a volte divento assatanata.

Pago i miei debiti e non chiedo riscatto.

Ma pretendo spazio, spazio, respiro. E vita.

Indipendenza, solitudine e battito ben ascoltato.

Lo voglio, non a tutti i costi, non sono una donna a tutti i costi.

Ma lo voglio, intensamente, fortemente.

Respiro, spazio. Vita.

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codice

Mi sento un po’ come un codice Morse:

punti e linee sospese,

apparentemente incomprensibili.

Ma chi mi ama mi interpreta.

Allora va bene così.

Magari mi arricchirò anche di virgole e contrappunti,

e sarò un nuovo codice,

un nuovo alfabeto

per pochi e interessati estimatori.

Chissà..spazierò qua e là fra le righe

e non sarò mai centrata:

sempre un tono sopra o uno sotto:

chè è proprio così che vivo.

Ma si sa: alti e bassi fanno una buona media.

E le sfumature dicono di più dei toni precisi e determinati.

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..e il tempo non dà scampo,

ti lascia lì così a pensare di te e degli altri e del mondo e del come eravamo.

Ma dentro, dentro lo senti ancora quel vento forte,

che ti graffiava la faccia, che ti buttava giù le lacrime al sapor di moscerini,

mentre scendevi giù rapida rapida

per quelle discese.

Senza freni, senza pedali, senza cambi e scambi,

solo immediato, solo asfalto e sole e l’acqua che finiva sempre in quella borraccia.

Solo sorrisi, solo vento.

Niente legami, miente morse.

Solo futuro.

I desideri non invecchiano quasi mai con l’età,

ed io li sento dentro ancora forti,

sento ancora l’argilla nelle mie mani.

Devo ancora tirar su, costruire, fare, essere.

Devo ancora arrampicare e togliere la terra sotto le unghie.

Ho tanto ancora, e non ho niente ancora.

Ma sono qui. E devo andare.

Tanta strada ancora.

Tante strade.

Solo futuro.

 

Battiato, che la sa lunga,  mi ha prestato il titolo.

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Godiamo dei nostri momenti e dei nostri sospiri ché davvero non si sa cosa sarà dopo il qui e l’ora.

Lasciamoci sempre con il dolce in bocca e assaporiamo tutto con lentezza, quasi a sfinirsi.

Che vuoi che dica, non so se domani  sarai ancora nel mio letto o se io sarò nel tuo.

Banalità, scuse, supposizioni, non passano. Non entrano affatto.

Che sia lieto davvero il domani, ma ancor più l’oggi.

E’ così che vivo. Ed è così che amo.

Grace.

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Alice 

Ricordami di tessere le trame della notte,

intagliando i pensieri con lame sapienti.

Ricordami di andare, se necessario,

e ancor più di tornare.

Agli affetti, alle mani tese e al capo chino, riparato e caldo.

Ricordami di non lasciarmi andare,

ma di vagare senza meta che sì, fa bene al cuore ogni tanto.

Ricordami di tenere ben salda me stessa,

di non dimenticare,

di non allontanare.

Ricordami chi sono e da dove vengo.

E’ da lì che voglio andare.

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Stretta stretta nel cappottino rassicurante e in un paio di stivali morbidi morbidi,

passo veloce e pensieri discreti alla mano,

taglio il freddo e le strade umide.

Quasi non vedo quello che c’è intorno. Palazzi orrendi.

Non ce n’è bisogno. Basta riacciuffare le vecchie voci di sempre.

Il cornetto caldo alle 4 del mattino e gli abbracci stretti stretti.

Il comevadavvero che riempie metà vita di amicizia.

A volte dimentico questa sensazione.

I tiricordiquellavoltache .. tirati fuori per caso che danno continuità alla mia vita.

Una mano che ti entra dentro e che sa dove pescare: abbiamo passato intere nottate della nostra vita in macchina, al freddo, al caldo, all’alba, ai gabbiani, alla sabbia nelle orecchie per via del vento forte, alla vita, alla morte. A tutto quello che ci è toccato a sorte.

E la sorte ci ha dato noi, che saremo amici, di più, l’uno per l’altro, a mille vite e luoghi di distanza. E ogni volta che ci ritroviamo e che ci ritroveremo, saremo sempre noi.

Come a 15 anni. Un motorino e un cornetto alle 4 del mattino.

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