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Archive for the ‘Nascional giografic’ Category

Sono sparita per un po’, ne avevo bisogno..

..e sono ritornata nel posto che mi restituisce a me stessa e mi rimette al mondo , l’Ogliastra.

Cala Mariolu, golfo di Orosei

Cala Moresca, Arbatax.

Queste due foto le ho scattate in una spiaggia nei pressi di Cea, vicino a Bari Sardo. Sono una sorta di “piscinette” naturali, con l’acqua caldissima che in alcuni tratti sa di zolfo. E in effetti la sabbia è densa, scura, quasi lavica, piacevolissima al tatto. Non posso descrivere la goduria che si prova a camminare su quella sabbia, sembra quasi velluto.

A Cala Mariolu ci torniamo ogni anno, è bellissima. Anche Cala Moresca è molto bella, peccato per i frequentatori della spiaggia, che la sciupano lasciando bottiglie di plastica e comportandosi come se il mare fosse loro..mi spiego meglio:

io e il Figlio Unico siamo scappati (decisamente indignati) nel momento in cui i bagnanti hanno cominciato a raccogliere piccole meduse con i bastoncini di legno per poi lasciarle morire al sole. Mi spiace, ma io la caccia alle meduse non l’ho mai tollerata. E in quel contesto poi, in quel paradiso naturale, dove le meduse erano piccolissime, poco numerose e facilmente evitabili, visto che se ne stavano tranquille tra uno scoglio e un ‘altro, in un posto che era casa loro, ed eravamo noi ad essere gli ospiti..

Ho tantissime foto, alcune veramente buffe..altre suggestive.. vediamo se riesco a caricarne un po’..

Questo era un piccolo fiume, nella zona di Planargia sempre a Bari sardo, a fine tramonto..beh non so se la foto rende l’atmosfera, ma l’effetto del cielo sull’acqua era bellissimo!

Mm.. vorrei  raccontare la discesa per arrivare alla spiaggia di Pedra Longa, con i cinghialini, le mucche che attraversano serie serie la strada..e la mia caduta storica, di cui esisteva anche una prova video, che ho fatto immediatamente censurare temendo sfottò immani. Non so se mi sono pentita. Comunque mi fa ancora male il fondoschiena..

Vabbè destino tutto al prossimo post..

A presto!!

Buone vacanze a tutti!

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Dedicato a Michelinastreghina:

pungono

Capo Vaticano, Calabria, estate 2006

pungono2

e questo è gatto delle api..che si divertiva a staserne lì lì in un’itercapedine della finestrina del chioschetto

che a picco sul mare, per una stradina irta irta, vende tanto buon miele, limoncello e liquorino al bergamotto..

ah..che meraviglia quelle nocciole sotto miele (loro ti fanno assaggiare TUTTO prima di comprare..eheh 😉  )

gattoapi

Che vi devo dire..aspetto l’estate, sempre!

🙂

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Questa puntinosissima esserina luminosa è una medusina australiana.

Una delle più pericolose al mondo, dicono.

A vederla così, fa anche un po’ tenerezza,

ma, si sa, dopo “Arsenico e vecchi merletti” è meglio non fidarsi delle vetuste tenenerine..

Comunque, tutto ciò per dire che sono stata all’Acquario di Genova,

tra meduse, stelle di mare, foche baffute e mante carezzevoli (sono pelosine!!!)

Ah, sì, c’era anche il tartarugòn indispettito da un pesciolino nero che, oltre a fare un doveroso peeling alle rugose zampone, si divertiva a sbeffeggiare il musone della tartaruga con la pinna caudale..ecco il perchè di quell’espressione lì..

Ma, ma..non sono stata solo a Genova, ho trascorso due giorni bellissimi a Torino.

Città signorile, ma non austera e sopratutto molto ospitale.

A chiunque io e il Figlio Unico chiedessimo informazioni veniva spontaneo rispondere con un sorriso e con tanta gentilezza: e scusate se è poco.

Al museo egizio, più che le mummie di epoca faraonica, mi hanno colpito i resti di epoca più antica,

preistorica per esattezza, mummificati ma non ancora con l’uso di deposizione in sarcofago:

posizione fetale e viso rivolto verso il sole, con l’augurio di una nuova nascita nel mondo di là..

Ovviamente, lo sguardo femminile non poteva non posarsi sugli accessori, ritrovati intatti in alcune tombe, guardate questi sandali:

la parte rialzata all’insù serviva ad attraversare meglio le zone con tanta sabbia, come un deserto, e le parti laterali servivano ad evitare che il sandalo si riempisse troppo di sabbia.

Questa foto è per i meno sensibili, lo ammetto:

come si può notare, il Figlio Unico scruta con attenzione da anatomo-patologo le incisioni laterali sotto le costole fatte per privare il corpo degli organi, mummificati a parte e conservati nei vasi detti Canopi.

Oh, ecco. Poi non dite che nel mio blog si parla solo di tristezza ermetica, a volte faccio anche reportage.

Ma ecco non stavo aggiungendo al racconto la cosa più importante:

ho finalmente incontrato un amico, Stefano,

ed ho avuto la possiblità di guardarlo forte forte negli occhi.

Abbiamo avuto conferme in due,

siamo stati bene in quattro,

(ma eravamo in sei contando due cuccioli al seguito)

e abbiamo capito che davvero, come tempo fa gli avevo scritto,

l’umanità non è poi così distante.

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golfo ogliastra

Sardegna, Ogliastra.

Colori indescrivibili e natura selvaggia, lontano dai rumori e dalla confusione.

Sono tornata da poco, con i miei boccoli selvaggi e i cormorani appollaiati sugli scogli ancora nel cuore.

Cosa posso aggiungere..avevo bisogno di staccare per un po’, amo quei luoghi, fu la prima vacanza con il mio Figlio Unico.

Ci siamo tornati, lui mi ha coccolata, sopportata e riportata a me, ad un equilibrio che stavo perdendo.

Insomma, anche questa volta il Figlio Unico c’è riuscito, mi ha conquistato.

Certo, con quell’espressione lì..guardate come esamina il crostaceo prima di addentarlo, espressione tecnica da intenditore:

Credo di aver reso l’idea..  😉

Il bongustaio mi ammazzerà per questa foto, ma non potevo non inserirla nel diario di viaggio..

..per chi avesse il coraggio, rimando alla patella sullo scoglio, visione di sfacciato relax..chissà tra quanto mi ricapita, sob..

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Il canarino ha una storia degna di esser narrata..
Sarò lunga e doviziante di particolari.
Un bel giorno Ammar, l’algerino simpatico, pensò di regalare un vispissimo e socievolissimo canarino alla sua diletta moglie, l’antipaticissima ucraina Ilonabiondofinto, per farle compagnia durante le ore del giorno in cui ella non lavorava.
Lavoro pesante quello della Ilonabiondofinto: si dà il caso che nello stesso antico palazzo abitava due piani più in su un’anziana signora magrolina, deboluccia e un po’inferma, che aveva bisogno di qualcuno che le facesse la spesa, le sistemasse un po’ casa e la aiutasse nelle cosette della vita quotidiana, facendole anche compagnia. E così, la volenterosissima Ilonabiondofinto si offrì, facendo la spesa, arrotondando sullo scontrino, facendo finta di pulire casa e facendo finta di fare compagnia mentre guardava Carlo Conti in tv.
E il povero canarino tutto solo tutto il giorno, al buio, che per un canarino è un delitto orrendo, è morte, lui ha il bioritmo che va con la luce..
Così, la nonnina magrolina, saputo il misfatto, fece sguardo di disappunto e l’Ilonabiondofinto furbescamente disse: “Poverino è tutto solo tutto il giorno, perchè non lo portiamo qui che così le fa compagnia? (e così io me ne libero che non l’ho mai sopportato?)”.
La nonnina gracilina acconsentì, ed il canarino fu l’unico a farle davvero compagnia, fino all’ultimo.
Era rimasto in quella stanza tutto solo: Ilonabiondofinto aveva “terminato” il suo lavoro e a casa sua non ce lo voleva riportare..e così la mammabiondovero del Figlio Unico, figlia della nonnina gracilina, adottò col cuore spalancato il canarino.
La nonnina gracilina non c’è più e non ha dato al canarino un nome, ma gli voleva bene..e ancora il canarino non ha un nome, ma tutti gli vogliamo bene.
Ché quella casa ha il cuore spalancato.
Cip.

Questa storia si riferisce a fatti, cose e persone reali.

E’ stata garbatamente richiesta da Rapida  (che ha regalato un nome al canarino) ed è arrivata fin qui.

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Dopo DITO..

Cricetìn

..post DITO

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Ti voglio bene DITO!

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