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Posts Tagged ‘Ricordi’

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Troppo amore.

Pensavo a mio padre.

Alla mia mano nella sua.

A quello che eravamo e non siamo più.

All’amore incondizionato e cieco che ti porta a perdonare e a tornare indietro.

E’ dura ricordare e avere la certezza che nulla sarà mai come quando avevo l’illusione nelle mani.

Vedo tante cose. Da adulta. E capisco.

Ma rimango figlia, rimango bimba che si affida e che non capisce perchè non se lo puo’ permettere.

Quando un uomo, il tuo uomo per eccellenza,

piange e si appoggia a te che non puoi sorreggerlo che si fa?

Io ci ho provato a sorreggere i suoi demoni.

Ma non avevo fondamenta.

Ed ora che ce le ho, scappo.

Mi piego, mi devasto un po’, mi ritraggo.

Ma lo amo per quello che era.

Non per quello che è.

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Stretta stretta nel cappottino rassicurante e in un paio di stivali morbidi morbidi,

passo veloce e pensieri discreti alla mano,

taglio il freddo e le strade umide.

Quasi non vedo quello che c’è intorno. Palazzi orrendi.

Non ce n’è bisogno. Basta riacciuffare le vecchie voci di sempre.

Il cornetto caldo alle 4 del mattino e gli abbracci stretti stretti.

Il comevadavvero che riempie metà vita di amicizia.

A volte dimentico questa sensazione.

I tiricordiquellavoltache .. tirati fuori per caso che danno continuità alla mia vita.

Una mano che ti entra dentro e che sa dove pescare: abbiamo passato intere nottate della nostra vita in macchina, al freddo, al caldo, all’alba, ai gabbiani, alla sabbia nelle orecchie per via del vento forte, alla vita, alla morte. A tutto quello che ci è toccato a sorte.

E la sorte ci ha dato noi, che saremo amici, di più, l’uno per l’altro, a mille vite e luoghi di distanza. E ogni volta che ci ritroviamo e che ci ritroveremo, saremo sempre noi.

Come a 15 anni. Un motorino e un cornetto alle 4 del mattino.

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Tante cose non mi piacciono e, per definizione, cerco di starne alla larga.

Purtroppo c’è una categoria di persone, di luoghi e di cose a cui non posso stare alla larga.

Alcune mi inseguono, direi.

Altre, beh, aspettano che io paghi il mio pegno obbligatorio periodico.

Tra le cose che non mi piacciono, ve ne sono alcune che non riguardano solo la mia sfera privata e personale, ma ci riguardano tutti, ohibò.

Chi ha visto ieri sera Annozero sa di cosa parlo.

Chi non l’ha visto, ha qualche attacco di gastrite in meno, ma può sempre rifarsi ascoltando la famosa telefonata Berlusconi-Saccà.

Comunque, da parte mia, sto imparando che ciò che mi fa star male può esser un po’ esorcizzato pensando alle cose belle, come ad esempio il ragalo di Natale di mia sorella, il dvd di Alice nel paese delle meraviglie della Disney, significativissimo per noi: lo guardiamo sempre da una vita sotto le feste. Ci restituiva la magia di essere bimbe..

Visto che bisogna esorcizzare, e visto che il Natale lo festeggio sempre in anticipo, prima di tornare dai miei, ho pensato ad una cosina spiritosa, che faccia anche un po’ riflettere però.

Esorcizziamo pure, ma non cancelliamo tutto con un colpo di spugna.

Buone Feste ragazzi.

🙂

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Passare e ripassare.

Ero incollata alla televisione, tanto tempo fa,

tante speranze fa, a vedere proprio questa esibizione.

Chissà perchè stasera ho ripensato a quel Pavarotti and Friends..

Mi ricordo che era da un po’ che non vedevo Bono in video e mi fece un effetto strano, di tenerezza penso, vederlo lì un po’ intimidito, con i capelli per la prima volta del suo colore naturale e la barbetta irlandese.

Ricordo vagamente il periodo, forse avevo tredici anni.

Accidenti.

Quanti alluvioni sotto i ponti.

U2 & Pavarotti and Friends.

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