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Archive for gennaio 2007

Venerdì sono andata a vedere i Momix..

E’ il terzo spettacolo che vedo, ma ogni volta che esco dal teatro mi sento sempre scossa, spaesata, è un’emozione grande. Sono bravissimi.

In rete non c’è molto (meglio tutelare il loro lavoro in effetti) ma ho trovato il video di questo vecchio passo a due, giusto per darvi un’idea del perchè mi piacciono tanto.

Momix

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Sensazioni..

Bleachers1

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Lazy

Ci risiamo, è di nuovo scoccata l’ora..

Ovvero: ciclicamente mi viene voglia di fare i bagagli (solo il necessario) e di partire per chissà dove.

Sì, mollare tutto, vigliaccamente o coraggiosamente, fate voi. Il risultato è lo stesso.

Come sempre, come ogni ciclo intendo, alla fine mi sfracello ben bene e lascio un po’ di lividi anche agli altri.

Il problema è che quando faccio il punto della situazione salta fuori che in fondo in fondo mi sta bene poco di quello sono: dovrei essere più dinamica, indipendente, sportiva, supremamente orgogliosa di me e very very donna in carriera. Appunto. Esattamente quello che proprio non riesco ad essere.

Sì, faccio un po’ di danza, ma non è tantissimo. E pensare che sta per partire un nuovo corso di contemporaneo (la mia passione, il vero motivo per cui ho ripreso a fare danza) ed io ancora ci rifletto su per decidere se iscrivermi o meno.

Allora?!! Svegliati!! Mi dico. Macchè.

Mi sento un po’ criceto in gabbia.

Piuttosto, qualcuno di voi ha un limoncello?

Ultimocric1_1

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Ceralacca

Grazie a tutti dell’affetto.

Ci sono, mi sono solo accucciata un po’.

Avevo bisogno di leccarmi le ferite, riprendere tutto e pensare a tutto.

Ora vado, mi esprimo col cuore e con i ricordi in questo momento.

Vi lascio con una canzone che mi emoziona da sempre.

Davvero, questo è un abbraccio.

Lullaby

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Reduce

Shield_walmir_archanjo_2 Eccomi, sono tornata.

Ma ho ancora la corazza addosso e le spalle sono pesanti.

Segni e ferite, come previsto, e una stanchezza ancor più pesante dello scudo.

Ci vorrà un po’ per dimenticare, o meglio per chiudere a chiave, le parole affilate e appuntite create per scavare a fondo.

E gli sguardi, senza rispetto, senza freno, come una piallatrice che avanza a occhi chiusi.

Ecco quello che ho sentito e che rimarrà dentro per sempre, come tutto il resto, come anni e giorni da sigillare.

Si richiude a chiave, ma per non riaprire questa volta.

Come sempre, per proteggere.    

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