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Posts Tagged ‘assoggettamento’

Non c’è uomo che voglia essere libero, non c’è uomo che voglia o sappia, a seconda dei casi, adoperarsi per possedere la ragione richiesta dalla libertà“.

Wright Mills, 1959

trad. italiana “L’immaginazione sociologica”, Il Saggiatore, Milano, 1973.

La società nella quale dovrebbe fiorire l’uomo libero, si trasforma così in una società dove cresce la sua antitesi, il Docile Robot.

Testa china, rassegnazione alta.

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CSM: garante dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura.

Mi dispiace.

Trasferito ad altra sede e ad altre funzioni.

E’ sempre più forte il sentimento ambivalente che mi lega alla Calabria, amore e odio per l’appunto.

Che ci sia un cancro in Calabria ormai è abbastanza assodato, ovvero un modo di intendere la vita come un sistema spudoratamente clientelare, non solo dentro ai quartieri alti, ma anche nelle cose più semplici, episodi di vita quotidiana.

Dal dottore si passa avanti alla faccia di chi è in sala d’aspetto da due ore, perché “io conosco il medico”. Che vuol dire?! Anch’io lo conosco, è il mio medico di famiglia, mi ha visto nascere!

Alla posta trovi ancora qualcuno che non si arrende al nuovo sistema telematico..vuol passare avanti per forza…conosce l’impiegato dello sportello..

Persino al supermercato non riesco a fare una fila decente per il prosciutto (e quando ero piccola era peggio, tutti mi passavano avanti ed io non sapevo difendermi, perchè di questo si tratta, imparare a difendersi anche solo per un semplice diritto: il rispetto del turno).

Avrei miliardi di esempi, tratti dalla vita quotidiana che faccio quando vado in Calabria: la guida (mio padre continua a dirmi che a Catanzaro è inutile che io metta la freccia e a Vibo è raro trovare qualcuno che rispetta uno stop o un segnale di precedenza, ed io puntualmente rischio la vita..non male per una media di tre-quattro viaggi all’anno), il mare (persino sulla spiaggia libera ho trovato il “posto ombrellone” PRENOTATO dalla sera prima dagli amici degli amici degli amici), gli animali (tanti randagi, il canile in condizioni vergognose, a Vibo bruciato più volte perchè gli animali non hanno diritti)..

Nota positiva: la Sila. E’ un paradiso. La amo tantissimo, mai avuto problemi di nessun genere. La gente è ospitale, il posto è curato, pulito, viene valorizzata la cultura della Calabria in tutto e la natura, animali compresi, protetta e tutelata.

So che questo genere di discorsi si presta ad essere travisato, per questo non ne parlo volentieri..

Sono anche cosciente del fatto che certi atteggiamenti sono tanto tipici degli italiani, più che esclusivamente dei calabresi, e che certi malcostumi sono ampiamente diffusi.

Nè parteggio per una politica nordista o cazzate del genere (qui si sta meglio, lì si sta peggio), nè mi piace fare di tutta l’erba un fascio.

Ci sono nata e cresciuta in Calabria e posso permettermi di sentirmi offesa e umiliata.

Ammiro il coraggio e la pazienza di chi resta, ma capisco le ragioni e il rammarico di chi va via.

Con la decisione del CSM e il conseguente allontanamento di De Magistris, va via un altro pezzetto di speranza che le cose possano cambiare in quell’ultimo lembo di terra, sempre più lontano agli occhi di tutta la penisola, sempre più stridente nei miei pensieri.

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La vedova Calipari, stasera ha chiuso le riflessioni dedicate da “Primo Piano” (speciale del tg3)  alla decisione di non processare qui in Italia Mario Rozzano (il marine che uccise Nicola Calipari)

affermando che il principio di reciprocità che lega l’Italia agli Stati Uniti per ciò che riguarda le vicende giudiziarie non è stato rispettato:

l’Italia, infatti, ha estradato Benedetto Cipriano, accusato di omicidio plurimo, negli Stati Uniti,

ove sta rischiando la PENA di MORTE.

Per rispettare questo principio di reciprocità, quindi, l’Italia è contravvenuta ad uno dei principi fondamentali della sua Costituzione.

Perciò, perchè il marine non può esser processato qui in Italia?

Questo, più o meno ( mi scuso in anticipo per le eventuali imprecisioni) il pensiero della vedova.

Che l’Italia sia assoggettata ad una potenza come quella degli Stati Uniti è ormai un dato di fatto.

Che i principi di uguaglianza, legalità, libertà siano sempre più sbiaditi comincia ad essere ormai chiaro.

Ma ciò che più brucia, e brucia davvero, è rendersi conto che mandiamo giù tutto questo, come una medicina amara.

E allora, se davvero esiste la possibilità di scelta tanto decantata, che ci rende superiori agli altri animali,

che ci fa dominare sulle cose del mondo, perchè scegliamo sempre di inghiottire?

Questo, invece, il mio pensiero.

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