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Siamo tutti sospesi.

sospesi

tolerance

..nel senso che non si dovrebbe tollerare, sopportare l’altro.

L’altro c’è, esiste. E’ un dato di fatto.

E noi siamo “altri” per il resto del mondo.

Non vorrei mai che mi si sopportasse, per il semplice fatto che esisto.

Io sono, così come sono. E lo stesso vale per gli Altri.

Sommariamente ordunque raccolgo pezzettini in qua e in là.

Ricordo tempi migliori e peggiori.

Tutto sommato si stava meglio quando si stava meglio.

La confusione non mi si addice, ma ohimè, mi segue fitto fitto.

Perciò, tra un calzino e uno slalom di vita, guardo le mie scarpe.

Orrida espressione “appenderle ad un chiodo”.. mai e poi mai, penso, le appenderei al chiodo. Con quello che mi sono costate..tzè.

Ed ecco spuntare un foglio burocrate: mi ricorda che sono ancora iscritta all’università.

Bene. Evito di guardarlo.

Come tutto il resto, del resto.

Evito e basta.

sob.

Qui si invecchia.

Scolati quella bottiglia.

Ma è grappa!! Io odio la grappa.

Ok. Allora vai col brandy.

Dio bono. Ma una via di mezzo no?

Beh..c’è il vin santo..

Mpf..non ci si può nemmeno tuffare nell’oblio come una volta..bei tempi quelli in cui c’era una vodka al limone sempre disponibile.

E sì, si invecchia.

Scudo Fiscale..

..e non c’è proprio altro da aggiungere..

Amicici 2

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In viaggio… Caulonia (RC)

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..ogni sera è così a Pizzo.

Il sole si tuffa giù..e stasera  intanto si era già levata una luna piena bellissima .

Questo sì che è uno spettacolo!

Faith No More

A parte  ricordi personali annessi e connessi,

la sua voce mi scuote sempre.

Dal torpore, dal grigio, dal tutto che non mi appartiene.

E mi ricorda che posso andar via,

come allora,

anche quando non sembrava possibile,

diciassette anni,

sorrisetto sfacciato e piani di fuga perenni.

Ecco,

al momento opportuno li risfodero,

ché al momento la fuga mentale sembra l’unica possibile.

Anche se un’occhiatina alle valigie..

Solo un pezzo di carne.

Ritornando a casa un sole rosso come non mai,

come ricordi passati,

sempre gli stessi.

Nuvole da azzurro cenere,

mare di strade già percorse,

sempre le stesse.

Stessi sospiri,

stesse dinamiche.

Terra maledetta, terra di contrasti.

Odio e amore. Forse solo odio quando sono qui, chi lo sa.

Come spezzare la catena, come andare libera, come dimenticare, non lo so.

Sono solo umana, e fragile.

Sono solo un pezzo di carne qui.

Perchè il cuore batte altrove, e si sente.

Non è difficile andar via, nè recidere.

La vera sfida è tornare, ricucire, saldare pezzi ormai logori, consumati.

Cos’è che ci rende liberi, veramente liberi intendo?

L’autonomia, dentro o fuori da sé?

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