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Un posto nel mondo,

un posto sicuro,

ma non una nicchia.

Un posto,

vero,

dignitoso,

accettabile.

E’ così dura?

Sì.

Respiro, spazio. Vita.

Impellenza e desiderio indefinito.

Volerci essere a tutti i costi e sentirsi parte di un tutto.

Non è banale e non è semplice.

Donna di sguardi e di respiri a volte divento assatanata.

Pago i miei debiti e non chiedo riscatto.

Ma pretendo spazio, spazio, respiro. E vita.

Indipendenza, solitudine e battito ben ascoltato.

Lo voglio, non a tutti i costi, non sono una donna a tutti i costi.

Ma lo voglio, intensamente, fortemente.

Respiro, spazio. Vita.

Sono tornata!!

scrivania

Questa è la mia scrivania..

o meglio, quello che vedo dalla mia scrivania.. (non fate caso alle macchie di umidità..antico muro fiorentino..molto antico! )

Ora capite perchè vado a studiare in biblioteca?

;)

Sono sconvolta, sto seguendo le notizie sul terremoto ad Onna e dintorni e non ho parole.

Sento la rabbia che monta dentro, ecco tutto.

In un Paese soggetto a forti cambiamenti sismici, nulla si fa per prevenire, per proteggere, ma si continua a costruire, a sradicare, a piegare il terreno al nostro volere.

La mia professoressa di scienze, ai tempi della scuola, delle esercitazioni preventive..sosteneva che il terremoto, quando arriverà in Calabria (e in Sicilia) sarà distruttivo, letale.

Ho sempre convissuto con questo pensiero, ho sempre visto costruire case nel modo più illecito, abusivo, sconsiderato possibile..innalzare piani di case in bilico, ad agosto, quando nessun vicino di casa avrebbe potuto vedere e denunciare.

Le facce di merda al governo sostengono una legge di abusivismo edilizio legalizzato.

E le stesse facce di merda oggi si dichiarano in lutto.

E si recano all’Aquila.

dante_gabriel_rossetti_-_proserpine

Danza con me

vieni via da qui

ascolta lento il mio respiro

seducimi ti prego

non riportarmi giù

dammi pace

non voglio pensare

non so essere

so solo esistere

 indipendentemente da me.

Dammi risposte dolci

ingannami di poesia

non lasciarmi l’amaro in bocca

non farlo 

non tu,

non ora.

Sono con te per non vivere davvero,

ma per vibrare dove il senso è un non senso.

Invoco il non reale

perchè il reale non è il mio vestito,

e a metà strada si accuccia la mia anima.

Dedicato a Michelinastreghina:

pungono

Capo Vaticano, Calabria, estate 2006

pungono2

e questo è gatto delle api..che si divertiva a staserne lì lì in un’itercapedine della finestrina del chioschetto

che a picco sul mare, per una stradina irta irta, vende tanto buon miele, limoncello e liquorino al bergamotto..

ah..che meraviglia quelle nocciole sotto miele (loro ti fanno assaggiare TUTTO prima di comprare..eheh ;)   )

gattoapi

Che vi devo dire..aspetto l’estate, sempre!

:)

muroc

Crollo strutturale in questi giorni:

una mensola da un giorno all’altro ha deciso di franarmi addosso..

oddio..c’era stato qualche avvertimento..cmq..non è questo il punto:

ho smontato, intonacato e ristuccato,

comprato una nuova libreria,

girato viti e viti,

sbuffato un po’,

ma soprattutto mi sono ricordata di un pezzo di “Novecento”, di Baricco,

che mi lega per vie traverse al Figlio Unico e che perciò mi intenerisce un po’..

 

“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quar to, fran. Non si capisce E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. “

gattina4

Questo post si autodistruggerà entro pochi giorni: è autoreferenziale, perciò destinato a durare poco.

Appuntita.

Scorrere sul foglio con la mina appuntita,

quasi a graffiarlo,

giusto per incidere un po’ i pensieri.

Sentire voci dentro di rabbia e assecondarle.

Ecco cosa fa star bene un’animo altezzoso come il mio in questo momento.

Inchiostro nero forte, a macchiare qua e là,

nel mio solito ordine-disordine,

tanto caro, in cui sguazzo benissimo.

Non è così necessario che si comprendano certe dinamiche.

Credo che vadano fatte e assecondate e… basta.

Cosa nuova e cosa buona: ho imparato anche a tacere.

Non è semplice tenermi a freno, aggrapparmi così..

..io perenne urlatrice in corsa..

..resto sospesa invece..e mi piace,  davvero.

Era una donna.

eraunadonna

Era una donna stolta e avventata.

Puntigliosa e avvenente.

Andò incontro al suo destino con determinata eleganza

e ottusa civetteria.

Quello che accadde dopo fu concitato,

passionale e implacabile.

Un respiro dopo l’altro,

sempre più corto,

sempre più avido

e tormentato.

Il cuore non resse.

La testa andò in estasi.

E il lascito fu imbarazzante.

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